NOTIZIE IN EVIDENZA

I sudanesi chiedono giustizia per le violenze del 2019, mentre nel Darfur tornano a parlare le armi

Migliaia di sudanesi si sono riversati nella strade di Khartoum lo scorso 3 giugno per chiedere ancora una volta giustizia per le vittime delle dimostrazioni popolari del 2019. La manifestazione, organizzata nel secondo anniversario delle proteste che portarono alla caduta del regime di Omar al-Bashir, è stata organizzata per iniziativa di comitati popolari che chiedono a gran voce l’istituzione di una commissione di inchiesta sulle violenze e l’individuazione dei responsabili.

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Adele Sariach, www.meridiano42.it
Quando l’orientalista italiano vota per il genocidio

Non è chiaro se l’orientalista Antonino Pellitteri abbia letto l’ordinanza che il prefetto di Hama, M. T. Krishati, ha indirizzata a tutti gli uffici pubblici della città e province, minacciando esplicitamente tutti coloro che non si sarebbero presentati alle “elezioni” indette dal regime genocida il 26 maggio 2021. L’ordinanza del 22 maggio 2021 parla chiaro: “In occasione delle elezioni del presidente della repubblica araba siriana... chiedo, tassativamente, a tutti di essere presenti. Le assenze sono assolutamente vietate e per quel giorno a tutti gli impiegati dei vostri uffici non saranno concessi permessi né ferie per nessuna ragione”.

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Abdallah Amin Hallak, levocidellaliberta.com
La convention di QAnon a Dallas, tra pacchianeria western e auspici di golpe militare

Quando Colleen Morgan, elettrice indipendente di sinistra, aveva saputo da un’amica che Dallas, la sua città, avrebbe ospitato una convention del movimento complottista QAnon negli ultimi tre giorni di maggio, aveva fatto ciò che si aspetta da un’attivista politica nell’era digitale: aveva aperto una petizione su Change.org per chiedere la cancellazione dell’evento. Nel giro di poche settimane, ventimila persone avevano sottoscritto l’appello.

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Redazione Osservatorio sul complottismo, osservatoriocomplottismo.substack.com
Primarie Roma: mi candido a primo sindaco musulmano di Torpignattara e Centocelle

Ho deciso di scendere in campo per le primarie a Roma perché nella competizione che si è avviata manca del tutto un contributo centrato sul multiculturalismo. Una moderna capitale europea non può permettersi di ignorare la sua composizione sociale multietnica e multireligiosa, ne può pensare di appiattirla in nome di una non meglio definita integrazione e con un mimetismo religioso di fatto. La prima azione che sto mettendo in capo è la raccolta firme per la mia candidatura alla Presidenza del V Municipio.

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Francesco Tieri, www.laluce.news
Tutti a casa: lasciamo l'Afghanistan al suo destino

Tutti a casa dall’Afghanistan ma non solo i soldati. Via anche i civili il prima possibile da un Paese che evidentemente non dà garanzie. E’ il messaggio che l’Italia sta dando in questi giorni ai connazionali che lavorano in Afghanistan: se ci abitate andate a casa, se dovete tornarci evitate. Un invito che appare abbastanza stridente con quanto dichiarato dal capo della Farnesina a metà aprile mentre commentava il ritiro “epocale” dei soldati: "Non abbandoneremo mai il popolo afgano – aveva detto il ministro Di Maio - che continueremo ad aiutare anche di più con progetti di cooperazione allo sviluppo, il sostegno alle imprese, alla società civile, alla tutela dei diritti umani".

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Emanuele Giordana, emgiordana.blogspot.com
Nabila Mhaidra, dal Marocco al Comune di Parma: “Le differenze sono valori aggiunti”

Nabila Mhaidra è la prima consigliera comunale straniera di Parma eletta dai cittadini, primato che detiene anche nei confronti degli uomini, essendo la prima persona straniera in assoluto a ricoprire questo ruolo. In Consiglio si occuapa di welfare, famiglie e fragilità, ma collabora attivamente nell’integrazione scolastica. Nata a Marrakech nel 1983, arriva in Italia nel 2000, mentre nella città Ducale fa capolino nel 2005. Nel 2008 ottiene il diploma professionale all’Istituto Giordani, per poi conseguire la cittadinanza Italiana nel 2014. Dopo aver svolto alcuni lavori in città ottiene la qualifica di Tagesmutter prima e la qualifica di operatore socio sanitario poi.

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Andrea Adorni, www.ilparmense.net
Scene di ordinaria umiliazione

La fiction, se ben fatta, può raccontare la realtà meglio di mille notiziari televisivi. È ciò che si comprende pienamente in questi giorni, imbattendosi nel cortometraggio The present, uscito a marzo su Netflix e diretto dalla regista britannico-palestinese Farah Nabulsi, già vincitrice di un premio Bafta. Il corto spiega con evidenza le ragioni ataviche del conflitto israelo-palestinese, partendo da un episodio minimale e sviluppandolo nel contesto della quotidianità, che può spiegare la grande Storia quando diventa violenta e sembra incomprensibile.

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Laura Silvia Battaglia, www.terrasanta.net
Colombia e Perù: una continua e inesausta ricerca di verità e giustizia

«Proprio poche settimane fa Nadia de Munari – ha spiegato il vescovo di Huari (Perú) Mons. Giorgio Barbetta, amico della missionaria uccisa in Perú -, preoccupata per i bambini dei sei asili che seguiva, aveva riunito le professoresse per riprendere le attività dopo la quarantena. Correva verso il bene, ma è stata fermata dalla violenza!»

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Cristiano Morsolin, www.vita.it
La guerra vista dai social. E la sfida di disarmarci davvero

Ogni volta che la pentola a pressione (alimentata da tanta indifferenza) esplode in Terra Santa, ogni volta che i nostri animi si infiammano di fronte a “questo conflitto che non finisce mai”, non riesco a non pensare alla profonda (e nascosta) testimonianza di pace vissuta a Gerusalemme dal cardinale Carlo Maria Martini all’inizio degli anni Duemila.

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Giorgio Bernardelli, www.vinonuovo.it
Le parole e le immagini per dirlo

Ho nella testa le parole ascoltate in questi giorni. Ho negli occhi le immagini trasmesse. Ho nella testa anche le parole confuse e inesatte, gli errori marchiani, la mancanza di conoscenza, la protervia e l’arroganza, la confusione, l’incapacità di destreggiarsi tra termini difficili di cui non si sa nulla. Una mia amica cara mi ha detto, pochi giorni fa, “tu dai tutto per scontato, come se tutti sapessimo cosa succede lì”. Ha ragione: mai dare per scontato. Cercherò di spiegare di più, mettendomi nei panni dell’altro.

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Paola Caridi, www.invisiblearabs.com
LETTURE CONSIGLIATE

A tu per tu con il mondo. Educarci al viaggiare interculturale nel tempo dei muri

2020

Giuseppe Milan

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L’ombra del nemico. Una storia del terrorismo islamista

2020

Marta Serafini

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Arabpop. Arte e letteratura in rivolta dai paesi arabi

2020

a cura di Chiara Comito e Silvia Moresi

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La Fila

2018

Basma Abdel Aziz

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Gli impuniti

2018

Carla Del Ponte

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LA RETE

L'associazione "Incursioni di pace - Rete Progetto Pace Vicenza", nasce dall'iniziativa di un gruppo di docenti, studenti ed ex studenti dei seguenti Istituti Superiori dell'Ovest Vicentino
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