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Germania, il governo approva un piano nazionale per combattere la disuguaglianza di genere

Mercoledì il gabinetto federale della Germania ha adottato per la prima volta un piano a livello nazionale per la parità di genere nel paese, con interventi sui tempi di vita e lavoro e rappresentanza delle donne nelle posizioni di vertice e manageriali e nella politica. Si tratta di «un impegno comune del governo tedesco sulla parità», ha dichiarato in conferenza stampa la ministra per la Famiglia Franziska Giffey, che ha spiegato come tutti i dipartimenti e l'intero esecutivo siano coinvolti nel piano e dovranno tenere conto della parità di genere, non solo il suo dicastero: «Solo così possiamo assicurare che l’uguaglianza non sia più vista come una questione che riguarda solo il ministero per le Donne, ma che sia qualcosa che riguarda tutti i ministri».

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Redazione Valigiablu.it, www.valigiablu.it
Risultati di ricerca Risultati web La violenza di Israele sulla Palestina è inaccettabile. L ...thevision.com › attualita › annessione-cisgiordania-israele La violenza di Israele sulla Palestina è inaccettabile. L'annessione della Cisgiordania va impedita

La ripresa della pandemia in Medio Oriente ha bloccato per il momento il processo di annessione della Cisgiordania da parte di Israele, che nell’accordo di governo di aprile tra i conservatori (Likud) di Benjamin Netanyahu e i centristi (Blu e Bianco) di Benny Gantz sarebbe dovuto iniziare il primo luglio 2020. Nulla si è ancora mosso, per fortuna: se il parlamento israeliano avesse votato l’estensione unilaterale della sovranità israeliana “fino a circa il 30% del territori palestinesi occupati nella West Bank”, come vorrebbe il premier Netanyahu stando ad alcune indiscrezioni rivelate da un ufficiale israeliano anonimo al sito Axios, la comunità internazionale sarebbe arrivata ancora una volta tardi per impedirlo.

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Barbara Ciolli, thevision.com
‘Most Arab leaders are indifferent to annexation plan’

The majority of Arab leaders have conveyed messages to Israel that they are indifferent to the annexation of Palestinian land in the occupied West Bank. The claim has been made by Israel Hayom, a newspaper which is known for being close to Prime Minister Benjamin Netanyahu. Saying that it obtained information from political parties in Israel which confirm this claim, the newspaper pointed out that the leaders of Arab countries, including Egypt, Saudi Arabia and some Gulf States, are making domestic preparations in case it is necessary to respond to popular protests about annexation.

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Redazione Middleeastmonitor.com, www.middleeastmonitor.com
Quanto guadagnano i social network dallo scetticismo sui vaccini?

Un nuovo report della Ong britannica Center for Countering Digital Hate (CCDH) denuncia come la pandemia sia stata una stagione positiva non solo per i complottisti, ma per la vasta industria che lucra sui timori e le paure delle persone comuni. Il report è accompagnato da un sondaggio commissionato a YouGov, che rileva, per il Regno Unito, numeri che fanno paura: un cittadino su sei, sul campione esaminato, si dice contrario a vaccinarsi, e altrettanti dicono di non aver ancora deciso. Se anche queste persone dovessero essere radicalizzate in senso scetticista si arriverebbe a un terzo di persone che rifiuta il vaccino — una minaccia evidente allo sforzo per la vaccinazione, che sarà necessario per porre definitivamente un freno al contagio.

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Alessandro Massone, thesubmarine.it
I numeri del commercio equo e solidale in Italia nel rapporto annuale di Equo Garantito

“Cambiare l’economia facendo economia. Seguire i principi contabili mettendo al centro le persone, le comunità, l’ecologia. Creare valore e insieme distribuirlo e non, eventualmente, restituirne una parte alla fine”, scrive Marco Fazio, presidente di Equo Garantito, riferendosi alle attività illustrate in “#PlanetFairTrade. La rivoluzione equa e solidale“, il rapporto annuale dell’associazione che riunisce oltre 70 organizzazioni italiane del commercio equo e solidale.

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Marta Facchini, altreconomia.it
La politica estera tormenta i Baltici: una storia di paure e sospetti

Ci sono catene di diffidenza che tengono in vita alcune relazioni, anche quando queste, almeno nella loro forma originaria, sono giunte al capolinea. È il caso del divorzio tra i Paesi Baltici e Mosca avvenuto, sulla carta, nel 1991, anno in cui il grande impero sovietico è crollato. Una rottura che i Baltici avevano dimostrato di desiderare più di ogni altra cosa, già due anni prima, con i moti della "Via baltica" che avevano impressionato l'opinione pubblica di tutto il mondo. Era il 23 Agosto 1989 quando i cittadini di Estonia, Lettonia, Lituana si presero per mano creando una lunghissima catena umana che partendo dal castello Toompea, a Tallin, raggiungeva la torre di Gediminas, nel cuore di Vilnius, passando per Riga.

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Giusy Monforte, www.osservatoriorussia.com
Tunisie : alarme sociale dans le Sud

Si la crise sanitaire semble jugulée, les migraines sociales font leur réapparition en Tunisie. Tataouine, plus de cinq cents kilomètres au sud de Tunis, connaît des sautes d'humeur récurrentes depuis la révolution. C'est l'un des épicentres des coups de grisous sociaux, une des capitales régionales de la grogne avec, notamment, Kasserine (Centre). En 2017, à l'issue d'un long bras de fer entre le gouvernement présidé par Youssef Chahed et les jeunes qui avaient observé un sit-in à El Kamour, point clé des sites gaziers et pétroliers disséminés dans le désert, un accord avait été conclu sous la houlette du syndicat UGTT.

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Benoît Delmas, www.lepoint.fr
Israele, quale annessione

Dopo aver mobilitato 20mila riservisti, alla fine di marzo del 2002 Ariel Sharon invase la Cisgiordania e occupò le città che godevano dell’autonomia garantita dagli accordi di Oslo. “Scudo Difensivo” fu il nome dell’operazione, la più imponente dalla guerra del 1967. La seconda Intifada era nella sua fase più sanguinosa, i terroristi suicidi palestinesi di Hamas facevano strage di civili israeliani.

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Ugo Tramballi, www.babilonmagazine.it
Lukaku si inginocchia a pugno chiuso. E si scatena l’odio sui social

Ginocchio a terra e pugno alzato al cielo. Il gesto simbolo dell’ondata di proteste partita dagli Stati Uniti, in seguito all’uccisione dell’afroamericano George Floyd da parte di un poliziotto bianco a Minneapolis, è arrivato anche sui campi di calcio. Il gesto compiuto dal bomber neroazzurro Romelu Lukaku, al decimo minuto di Inter-Sampdoria, al rientro al calcio giocato dopo oltre tre mesi di stop a causa dell’emergenza coronavirus, ha riempito le prime pagine dei giornali e le bacheche dei social.

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Ilaria Leccardi, www.odiarenoneunosport.it
Le milizie sciite in Iraq: forza in ascesa o in declino?

La formazione delle milizie sciite in Iraq risale al 2014, quando il Grande Ayatollah al-Sistani, la più alta carica sciita irachena, emise una fatwa invitando gli sciiti a unirsi alle forze di sicurezza per combattere il crescente Stato Islamico. Vennero dunque formate le Forza di Mobilitazione Popolare (al-Hashd al-Sha‘bi), un’organizzazione “ombrello” che riuniva diversi gruppi paramilitari, tra cui una serie di potenti milizie filo-iraniane, come Kata’ib Hezbollah e l’Organizzazione Badr. Grazie alla legittimazione da parte dell’allora Primo Ministro al-Maliki e al supporto finanziario e militare iraniano, le milizie sciite sono cresciute in maniera esponenziale nel Paese, arrivando a rappresentare una vera forza politica.

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Claudia Annovi, www.babilonmagazine.it
LETTURE CONSIGLIATE

A tu per tu con il mondo. Educarci al viaggiare interculturale nel tempo dei muri

2020

Giuseppe Milan

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L’ombra del nemico. Una storia del terrorismo islamista

2020

Marta Serafini

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Arabpop. Arte e letteratura in rivolta dai paesi arabi

2020

a cura di Chiara Comito e Silvia Moresi

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La Fila

2018

Basma Abdel Aziz

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Gli impuniti

2018

Carla Del Ponte

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LA RETE

L'associazione "Incursioni di pace - Rete Progetto Pace Vicenza", nasce dall'iniziativa di un gruppo di docenti, studenti ed ex studenti dei seguenti Istituti Superiori dell'Ovest Vicentino
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