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'Quando c'era Lui': le bufale sul fascismo a cui la gente continua a credere

(...) Per alcuni commentatori, l'Italia non ha mai fatto veramente i conti con il 20ennio e dunque è destinata a essere perennemente attraversata da pulsioni nostalgiche o antidemocratiche. Dall'altro lato episodi come quello di Playa Punta Canna sono definiti innocue "goliardate," e insieme a derubricazioni di questo tipo continuano a resistere le argomentazioni più o meno revisioniste—del tipo che nel Ventennio, comunque la si pensi, qualcosa di buono è stato fatto; o che comunque non era così malaccio come ci hanno sempre fatto credere.

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Leonardo Bianchi, www.vice.com
Salò, 400 persone alla cena per celebrare i 100 anni dalla nascita del fascismo. Organizzatore: “È storia, non apologia”. La protesta dell’Anpi

Da tradizione in sordina ad appuntamento semi istituzionale. Ritratti del duce alle pareti, camicie nere e soprattutto la torta con l’effige di un fascista col fez e la scritta Salò 1919-2019, 100 anni di giovinezza. Salò 28 ottobre 2019, ritorno al futuro. Quasi 400 adesioni di nostalgici e camerati. Hanno fatto le cose in grande quest’anno quelli del Movimento Salodiano Indipendente: Gianluigi Pezzali, storico esponente della destra locale e per tanti anni consigliere comunale al Garda Post ha assicurato di aver fatto tutto alla luce del sole: “È una cena che organizziamo ogni anno, dal lontano 1947.

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Elisabetta Reguitti, www.ilfattoquotidiano.it
Egitto: Piazza Tahrir torna a urlare

Non è la prima volta che in Egitto la legittimità del regime viene ostacolata dalla voce popolare. È successo nel 2011, anno delle primavere arabe, che ha portato alla caduta di Mubarak. Poi di nuovo nel 2013, quando il colpo di Stato dell’esercito ha portato alla caduta dell’unico Presidente democraticamente eletto, Morsi, e all’ascesa di al-Sisi. Ed è successo nuovamente la notte del 20 settembre, quando centinaia di egiziani sono scesi in piazza per protestare contro il regime e il carovita.

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Valentina Ricco, www.babilonmagazine.it
America Latina: la rabbia degli esclusi

Le politiche neoliberiste applicate in Cile sin dal periodo della dittatura del generale Pinochet, continuate senza modifiche sostanziali sino ad oggi, hanno provocato un accumulo di frustrazione nella popolazione che é esplosa in una rabbia incontrollata che sta mettendo letteralmente a ferro e fuoco l’intero paese. Ma il problema non è solo cileno. Riguarda quasi tutti gli Stati latino americani, caratterizzati da forti disuguaglianze, ingiustizia e corruzione.

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Mauro Morbello, www.qcodemag.it
La scorta a Segre è segno che odio e intolleranza sono concreti, dice Mattarella

La scorta a Liliana Segre è il segno che l'odio e l'intolleranza sono pericoli concreti, non espedienti retorici. Sergio Mattarella si schiera nuovamente a fianco della senatrice a vita, cui è stata assegnata una scorta per colpa delle minacce subìte, e afferma che "se è necessario a una signora anziana che non ha mai fatto male alcuno ma che il male lo ha subito da bambina in modo crudele come Liliana Segre di avere una scorta vuol dire che questi interrogativi dei bambini, che chiedono solidarietà invece di odio, non sono astratti o retorici ma molto concreti".

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Redazione AGI, www.agi.it
500 giornalisti uccisi in 5 anni

Il 2 novembre 2013, i giornalisti francesi Ghislaine Dupont e Claude Vernon vennero rapiti dopo aver intervistato un leader politico locale a Kidal, una città nel nord del Mali. Poco dopo, i loro corpi furono trovati fuori dalla città, crivellati di colpi di pistola.Il mese seguente, le Nazioni Unite hanno proclamato ufficialmente il 2 novembre la Giornata internazionale per porre fine all’impunità per i crimini contro i giornalisti.

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Redazione Atlanteguerre.it, www.atlanteguerre.it
Le milizie afghane della Cia «squadroni della morte»

Quattordici casi documentati e 53 pagine di rapporto fanno luce sulle tenebre delle notti afghane in cui paramilitari locali, che rispondono alla Cia, si sono macchiati di gravi abusi e crimini di guerra. Piomba sull’incerto paesaggio politico e militare dell’Afghanistan un rapporto di Human Rights Watch, accurato e impietoso, che disegna quanto avvenuto negli ultimi due anni, tra fine 2017 e metà 2019: in parte gli anni del negoziato di pace ora nelle secche mentre il Paese è alle prese con l’incertezza delle ultime elezioni presidenziali avvelenate dalle reciproche accuse di brogli tra candidati.

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Giuliano Battiston, Emanuele Giordana, ilmanifesto.it
Italia-Libia, intesa e segreti. Tra diritti violati e contrabbando di petrolio

Ogni conflitto ha il suo tariffario. In Libia si paga nella valuta sudicia dei diritti umani calpestati, in quella sporca del petrolio contrabbandato a tonnellate verso un’Europa che lascia sbarcare i barili di frodo ma abbandona in mare i naufraghi. E negli euro che ricoprono d’oro i capi milizie. Solo a settembre sono stati assegnati per la sola area che va da Tripoli al confine con la Tunisia oltre 5,7 milioni di euro ai combattenti che sostengono il governo del premier al-Serraj contro l’avanzata del generale Haftar. Tra i principali beneficiari le brigate al Nasr, del clan a cui appartiene Bija, guardacoste e presunto trafficante, guidato dai fratelli Koshlaf. Una cifra colossale in un Paese dove il carburante costa 10 cent.

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Nello Scavo, www.avvenire.it
Manipolazioni russe sulle politiche africane

Facebook ha rimosso ieri tre gruppi di account russi accusati di interferenze nella politica di alcuni paesi africani, tutti legati a Yevgeny Prigozhin, magnate russo vicino a Vladimir Putin, già coinvolto nel cosiddetto Russiagate negli Stati Uniti. Secondo il quotidiano britannico The Guardian, società e gruppi affiliati al governo russo hanno collaborato con politici africani e interferito nelle elezioni. Uno di questi casi, secondo i documenti, riguarda il presidente del Madagascar Andry Rajoelina, che avrebbe vinto le elezioni con il sostegno del Cremlino. Rajoelina negato l'accusa.

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Redazione Nigrizia.it, www.nigrizia.it
Colombia, così le Farc hanno ripreso la loro lotta armata

La nostra è una normale serata tra amici, una tranquilla cena in una pizzeria del centro di Duitama, a non più di due ore da Bogotà. Quando arrivano le pizze, tuttavia, Daniel non tocca niente, concentratissimo com’è sul suo telefono cellulare, l’aria cupa e preoccupata. Non toccherà nemmeno una fetta di pizza e, a un certo punto, fisserà l’amico Alonso dritto nelle pupille, dicendogli: “Minacciano di uccidere mia madre”. Sembrerà strano, ma l’annuncio non sorprende nessuno e la serata si conclude con un andirivieni di telefonate per organizzare la protezione di Daniel e della sua famiglia.

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Samuel Bregolin, www.ilreportage.eu
LETTURE CONSIGLIATE

Libro: Algeria tra autunni e primavere

2019

Karim Metref

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Afghanistan contemporaneo. Dentro la guerra più lunga

2019

Claudio Bertolotti

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Statualità e minoranze: meccanismi di resistenza e integrazione in Medio Oriente. Il caso dei cristiani copti in Egitto

2018

Alessia Melcangi

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Non torneranno i prati. Storie e cronache esplosive di Pfas e Spannoveneti

2019

Alberto Peruffo

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Il trono di sabbia. Stato, nazioni e potere in Medio Oriente

2019

AA.VV.

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LA RETE

L'associazione "Incursioni di pace - Rete Progetto Pace Vicenza", nasce dall'iniziativa di un gruppo di docenti, studenti ed ex studenti dei seguenti Istituti Superiori dell'Ovest Vicentino
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